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ultima modifica: infopoint  29/10/2013

LUOGHI DI INTERESSE

Bernalda


Palazzo Margherita la cui costruzione risale al 1882, si trova su Corso Umberto. Dapprima dimora del podestà è ora proprietà del regista  Francis Ford Coppola, nativo di Bernalda, che lo ha trasformato in un lussuoso albergo.


Nel centro storico accanto alla Chiesa Madre, edificata nel 1530 per volontà di Bernardino de Bernaudo,  vi è il Castello eretto nel 1470 probabilmente su una preesistente costruzione risalente all’epoca Normanna o persino Angioina.


Lago Salinella: si tratta di un lago condiviso con la Puglia, in quanto le sue acque bagnano anche il territorio di Ginosa. E’un luogo caratterizzato da una straordinaria biodiversità.


Museo Nazionale di Metaponto
L’esposizione si snoda in un percorso costituito da quattro sale; le sezioni sono dedicate alla presenza indigena dell’età protostorica, alla colonizzazione greca del VIII-VII sec. a.C., ai rapporti dei greci con le popolazioni indigene e alla sottomissione a Roma nel III sec. a.C..


Parco Archeologico: poco distante dal museo, conserva monumenti che vanno dalla fondazione della città nell’Età del Bronzo fino all’epoca romana. Qui è possibile ammirare i resti del tempio dedicato ad Era conosciuti come Tavole Palatine, il tempio dorico di Apollo Licio, le rovine del teatro risalente al VI sec. A.C. sito nell’agorà e il quartiere delle ceramiche.

 

Colobraro


Santa Maria la Neve detta anche Cappella di Santa Lucia.  La sua esistenza è testimoniata dai documenti in cui essa compare, fino al Catasto Onciario del 1748; si può trovare riscontro presso l’Archivio della Badia di Cava dei Tirreni e nei documenti sui monasteri di rito greco della valle del Sinni, come quello di Episcopia e Cersosimo.


Il Castello Baronale a 665 mt costruito da Antonio Caffo nell’804. La struttura interna del Castello conteneva oltre 40 vani al primo piano e vastissimi magazzini al piano terra. A seguito del terremoto del 1856, ci furono crolli e seguirono varie demolizioni. Oggi, i pochi ruderi hanno avuto un minimo restauro conservativo, portando alla luce i pochi vani accessibili.


Interessanti sono la Chiesa Matrice di San Nicola di Bari che risalirebbe al XII sec. e la Chiesa dell’Annunziata ora Chiesa di San Nicola di Bari
Caratteristica dell’imponente chiesa è il fascino del contesto e dei materiali da costruzione tradizionali. 


Meritano inoltre una visita il Convento dei Francescani dell’Osservanza e l’annessa Chiesa di Sant’Antonio da Padova. Nel 1579 un devoto locale sì adoperò perché sì edificasse una casa per i Francescani della Regolare Osservanza. Nel 1601, nella Cappella di San Salvatore, al nome di Santa Maria di Gesù, fu costruito con spesa comunitaria un importante cenobio.

 

Montalbano Jonico


Tra le mure cinquecentesche, scorci suggestivi e affascinanti vicoli, il centro storico di Montalbano è puntellato di antichi palazzi e cappelle gentilizie.

Chiesa Santa Maria (1500)
Ha tre navate, all’interno troviamo il Cappellone del Patrono S. Maurizio, in stile barocco con elementi tipicamente rinascimentali. Di notevole pregio sono la statua lignea della Madonna con bambino datata XIV sec., una statua di S. Nicola di Myra (XVI sec.) e preziose tele dipinte a olio: la Madonna col Bambino che offre la Croce a S. Giovannino, di Mattia Preti, la Sacra Cena e La Fuga in Egitto attribuito ad Oronzo Tiso.
Altre chiese minori: Cappella del Buon Consiglio; Cappella di San Gennaro; Cappella del Purgatorio; Cappella di San Nicola; Cappella della Madonna della Pietà; Cappella della Madonna del Carmine; Cappella di San Pietro e la Chiesa di San Rocco.


Palazzo Rondinelli
Edificato nel 1683 dalla famiglia De Roberti, attualmente è la  sede del Fondo Antico, con 8993 unità bibliografiche, relative ad un periodo che va dal 1501 al 1900. All’interno è possibile ammirare anche una piccola pinacoteca con ritratti di uomini illustri di Montalbano e numerosi reperti storici e archeologici.
Altri palazzi: Palazzo Federici; Palazzo Zito Elia; Palazzo Mansi; Palazzo Brancaccio; Palazzo del Principe; Rosa De Leo.

 
Calanchi
Definito dai massimi esperti “un vero museo paleontologico a cielo aperto”, i calanchi rappresentano un susseguirsi di tracce geologiche che ripercorrono la storia del nostro Pianeta.


Fattoria Magno Greca
Nel cuore di un’incontaminata macchia mediterranea si scorge la ricostruzione della Fattoria Magno Greca, una dimora del III secolo a.c.

 

ArcheoParco
Con i suoi 10 ettari di estensione, è il più grande parco di archeologia italiana, un grande Archeological open air museum.


Nova Siri


Arrivando dalla S.S. 106, nella Marina, in direzione mare, è possibile ammirare l’antica torre saracena di avvistamento, chiamata Torre Bollita. Risalendo verso il centro storico, a ridosso della S.S. 106 e lungo il percorso dell’antica strada romana Regio Tratturo, è possibile visitare il complesso termale della zona archeologica di Cugno dei Vagni.


Salendo dalla Strada Provinciale 104, dopo una breve deviazione dal percorso che porta al centro storico, si trovano le Vasche di S. Alessio, terme di origine romane. Riprendendo la strada che porta al centro storico, si incontra il Santuario extramoenia della Madonna della Sulla.


Il Centro Storico, con i suoi caratteristici vicoli e piazze, presenta la tipica conformazione dei borghi medievali, sviluppatosi in seguito a processi di arroccamento attorno al Castello e delimitato da mura di cinta, raggiungibili dall’antica strada Salita Portavetere, con l’ingresso dell’antica porta del centro storico, la Porticella.

Nel centro storico è altresì possibile visitare, tra i luoghi di culto, la Chiesa Madre e la Cappella della Madonna dell’Annunziata, nonché i palazzi signorili, quali Palazzo Costa, Palazzo Spanò, Palazzo Nolfi e Palazzo Giannotti.

 

Pisticci


Abbazia-Santuario Santa Maria la Sanità del Casale
Sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino, intorno al 1087, nobili normanni, fecero costruire in loc. Casale, sul monte Corno, allora fuori dal centro urbano, un’Abbazia dedicata alla Beata Vergine Maria, affidandola ai monaci benedettini di Taranto. Il complesso, formato dalla chiesa e dal chiostro con certosa, è in stile romanico-pugliese. L'abbazia è stata uno dei santuari del Giubileo del 2000.

 

Rione Terravecchia

Il Rione Terravecchia, è la parte più antica dell’abitato. Ascrivibile la sua fisionomia ad età Medievale, fu quasi completamente compromessa dalla frana del 1688. Qui era il centro dell’abitato e di ogni attività. Percorrendo i suoi vicoli è possibile imbattersi  tra i ruderi del Castello feudale, la Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo, la Chiesetta dell’Annunziata, i palazzotti De Franco, Franchi–Salomone e Cascina-Rogges, quest’ultimo quasi attaccato alla cosiddetta torre “Bruni”

 

Rione Dirupo

Nella notte del 9 Febbraio 1688, un movimento franoso spezzò in due l’abitato. Si pensò subito alla costruzione di un nuovo insediamento urbano, ma l’attaccamento alla terra natale e alla Cattedrale, unico monumento rimasto indenne nel disastro, indusse i pisticcesi a ricostruire, sulla parte staccata. Ed ecco che all’ombra della Terravecchia, si estese il Rione Dirupo. Nonostante i guasti provocati dall’uomo e dal tempo, questo quartiere conserva ancora l’impianto dell’architettura spontanea contadina e mediterranea: casette bianche, allineate, monofamiliari, a pianta rettangolare e tetto a capanna di canne e tegole. Il fascino di una piccola città nella città, che guarda al Mar Ionio, fitta di case e colori. All’estremità del rione Dirupo, in posizione panoramica, la Chiesetta dell’Immacolata Concezione.

 

Policoro


Del grandioso passato di Policoro è possibile rinvenire numerose testimonianze presso il Museo Nazionale della Siritide, in cui sono conservati i reperti relativi alle antiche  città di  Siris ed Heraclea e al mondo indigeno delle vallate interne. L’adiacente parco archeologico comprende l’area urbana di Siris-Heraclea e le fondamenta del Tempio di Dionisio e di Demetra. Nella parte collinare della città vi è poi il Castello Baronale, eretto nel XIII-XIV sec. dai monaci Basiliani. Negli anni esso passò nelle mani di molti proprietari, l’ultimo dei quali fu il Barone Berlingieri. Nei suoi pressi è poi situato il Santuario della Madonna del Ponte, risalente al Settecento e al cui interno, ad unica navata, è contenuta la statua lignea della Madonna col Bambino in trono del XIV sec.. Poco distante è il Borgo Casalini, alloggi unifamiliari dei dipendenti delle grande azienda feudale del barone Berlingieri. Recentemente restaurati, essi ospitano botteghe artigiane e la sede dell’ Infopoint  Turistico.


Tra gli edifici recenti meritano una visita la Chiesa Madre, Piazza Heraclea e Piazza Segni. Per osservare l’ambiente tipico della costa ionica, è d’obbligo un’escursione nell’Oasi Naturalistica del Bosco Pantano, uno dei pochi boschi planiziali relitti rimasti in Italia.

 

Rotondella


Il centro storico di Rotondella si caratterizza per la presenza di alcuni palazzi gentilizi tra cui Palazzo Albisinni, Palazzo Rondinelli, Palazzo Ielpo, Tucci – Cospito con portali e mascheroni in pietra, finemente lavorati, che evocano un vago sapore barocco. Essi furono costruiti dopo il 1770, successivamente alla crisi del 1764, quando la produzione agricola riprese soprattutto con la coltivazione della bambagia. Qui troviamo inoltre:


Chiesa Madre SS. Maria delle Grazie 

La chiesa è stata costruita alla fine del 1500 ed è stata aperta al pubblico nel 1587. Le dimensioni inizialmente erano modeste, una sola navata centrale. Nei primi anni del 1600 è stata ampliata con la costruzione delle cappelle laterali.


Chiesa di S. Antonio da Padova

Costruita nel 1650 in stile Barocco, faceva parte di un Monastero Francescano. Presenta pregevoli stucchi sugli altari laterali. La costruzione custodisce statue lignee e quadri davvero pregevoli.


La Torre del Carcere è ciò che rimane della torre di avvistamento, fatta costruire nel 1518 dal principe di Salerno, Ferrante Sanseverino.


Le “Lamie”  di Bitonte

Risalenti al 1600 sono archi in pietra a volta sottostante il calpestio del palazzo di proprietà della famiglia Bitonte, da cui prende il nome.


Fuori dal paese, nella parte terminale della frazione Trisaia (Terra dei tre Santi) vi è il Casale di Santa Laura; la sua storia affonda le radici nell'alto Medio-Evo.


Scanzano Jonico


Arrivando a Scanzano Jonico è possibile visitare, quasi all’ingresso del paese, il Palazzo Baronale con annessa Cappella. Si tratta di un edificio feudale a pianta quadrata con corte interna e torre merlata. La piccola cappella della “Théotokos” (Madre di Dio) al suo interno ospita un Crocifisso ligneo e una corona d’argento di SS. Maria Annunziata del ‘700. Il portale sfoggia un bassorilievo dell’Annunciazione del ’1000. Nel centro troviamo poi la Chiesa Matrice dell’Annunziata la quale conserva nel suo interno una corona d’argento del 1715 e alcune sculture lignee del XVIII sec.. Fuori dal centro abitato si può ammirare Palazzo di Recoleta, una masseria fortificata del XVII-XVIII secolo caratterizzata da un ampio portale, da una torre quadrata e da due torri situate agli angoli della facciata. Ad esso è poi annessa la Chiesa di San Giuseppe.

 

Nella frazione di Andriace, meritevole di una visita è il Parco Archeologico di Termitito. Questa area risultava occupata da genti enotrie già dall’Età del Bronzo. Nella zona Lido, vi è poi una costruzione di avvistamento conosciuta come Torre del Faro risalente al XVI sec., successivamente adibita a faro per i pescatori.


Di notevole pregio naturalistico sono le dune ricche di macchia mediterranea e piante psammofite, mentre alcune pinete separano la distesa azzurra del mare dai campi fertili adiacenti le spiagge.

 

Tursi


Il quartiere della Rabatana di Tursi è sicuramente la parte più caratteristica del centro storico. La Rabatana è il borgo più antico del paese, ed è costituito da strette viuzze e case arroccate intorno a profondi ed inaccessibili burroni che costituiscono il fantastico mondo delle Jaramme descritto dal poeta indigeno Albino Pierro. Qui possiamo ammirare la Chiesa S. M. Maggiore (X-XI sec.), che ospita un crocifisso ligneo (XV-XVI sec) ed un trittico (XV sec.) attribuito alla scuola di Giotto. Nella cripta affrescata della chiesa è presente un Presepe in pietra (XV sec.) di Altobello Persio, gioiello di grande valore artistico.

 

Oltre alla Rabatana particolare rilievo hanno il Convento di S. Francesco (XIII-XIV sec.), l’ex convento di S.Rocco, la chiesa di S. Filippo Neri in stile barocco (sec. XVII), la casa Museo di Albino Pierro, poeta tursitano più volte candidato al Premio Nobel, ora anche sede del Parco Letterario “Albino Pierro”. Una tappa da non perdere quando si arriva a Tursi, è la Basilica Minore S. Maria D’Anglona dove sono visibili i resti dell’antica citta di Pandosia. Il Santuario di Anglona, costruito tra l’XI ed il XII secolo in pietra tufacea, è stato dichiarato monumento nazionale dal 1931.


Valsinni


Il borgo è dominato dal Castello Feudale: costruito intorno all’anno 1000 su una preesistente fortificazione longobarda, esso ha subito numerosi rimaneggiamenti e si presenta attualmente in un impianto quattrocentesco.


Area archeologica di Monte Coppolo: Sulla cima del monte Coppolo sono stati rinvenuti i resti di una città fortificata. Secondo il prof. Lorenzo Quilici, qui sorgeva Lagaria. La leggenda narra che la città è stata fondata da Epeo, il costruttore del cavallo di Troia. Anticamente le mura per tratti condotte a rettifilo, si presentavano costruite in opera poligonale tendente spesso all’opera quadrata.  All’interno delle mura, si accedeva attraverso la cosiddetta “Porta di Ferro”, protetta da una torre semi-circolare recentemente restaurata.


Chiesa Matrice Santa Maria Assunta: dedicata a Santa Maria Assunta,fu costruita nel ’600 su una cappella più piccola; essa conserva al suo interno un crocifisso ligneo, una preziosa acquasantiera in pietra ed un raro esemplare di organo a canne del ‘700.


Cappella del Carmine: fu edificata nel 1958 su una preesistente costruzione. All’interno è conservata la statua della Madonna del Carmine, risalente ai primi del 1900.

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