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ultima modifica: infopoint  25/07/2014

PASSEGGIATE 

 

archeologia

 

 

 

NOVA SIRI

Nova Siri è un paese lucano della fascia Jonica metapontina che segna il confine con la Regione Calabria. Il centro abitato di Nova Siri si articola in due agglomerati urbani: “il Centro Storico” e “La Marina”.  Percorrendo la litoranea S.S. 106 Jonica, si arriva alla “Marina” dove, imboccando dall’incrocio semaforico la strada Viale Siris con direzione mare, dopo il passaggio a livello è possibile ammirare Torre Bollita, antica torre saracena di avvistamento. Proseguendo lungo il Viale Siris, si raggiunge il Lungomare di Nova Siri che si caratterizza per le ampie spiagge sabbiose, bagnate da un incantevole mare e costeggiate dal verde incontaminato della pineta nonchè dalla vegetazione tipica delle dune costiere. Invertendo la direzione e risalendo verso il centro storico, a ridosso della S.S. 106, lungo il percorso dell’antica strada romana “Regio Tratturo”, è possibile visitare il complesso termale della zona archeologica di Cugno dei Vagni. Il retaggio archeologico dell’edificio termale, in uso nel corso dell’età romana imperiale (I- III secolo d.C.),  si trova sul pendio orientale della terrazza Cugno dei Vagni e costituisce il primo rialzo delle colline sul mare, tra il torrente Toccacielo e il  fosso Pantanello.  Per raggiungere, invece, il Centro Storico, sito a circa 10 – 15 Km nell’entroterra, bisogna percorrere la strada Provinciale 104, lungo la quale si trova la deviazione che porta alle Vasche di S. Alessio, terme di origine romane ancora oggi in funzione. Queste vasche si trovano in contrada S. Alessio alle pendici di Nova Siri Centro, nelle quali affiora un’acqua leggera, un tempo utilizzata dalle massaie per lavare la biancheria, ma soprattutto nota per le sue proprietà depuranti e terapeutiche.  Riprendendo la strada che porta a Nova Siri Centro, si incontra il Santuario “extramoenia” della Madonna della Sulla per poi giungere nel centro urbano.
Il Centro Storico, con i suoi caratteristici vicoli e piazze, presenta la tipica conformazione dei borghi medievali, sviluppatosi in seguito a processi di arroccamento attorno al Castello e delimitato dalle antiche mura di cinta, raggiungibili dall’antica strada Salita Portavetere, con l’ingresso dell’antica porta del centro storico, la Porticella. Nel centro storico è anche possibile visitare, tra i luoghi di culto, la Chiesa Madre e la Cappella della Madonna dell’Annunziata, nonché i palazzi Signorili: Palazzo Costa, Palazzo Spanò, Palazzo Nolfi e Palazzo Giannotti. Palazzo Nolfi e Palazzo Giannotti, in particolare, si trovano in Piazza Dante, la cosiddetta piazza vecchia, dal cui affaccio è possibile ammirare la vallata del Sinni con un suggestivo panorama che abbraccia l’intero tratto di costa Jonica, da Roseto Capo Spulico a Metaponto.

 

MONTALBANO JONICO
Fare una passeggiata tra i vicoli e le strade più antiche di Montalbano, centro  lucano posto su di una collina a 292 m s.l.m. nell'immediato entroterra della  costa jonica, equivale a scoprire la possibilità di leggerne il centro storico come la pagina illustrata di un libro di storia.
La Porta del Castello e le mura medievali, Porta Pandosia e le mura rinascimentali ci parleranno allora della storia di un abitato che ha avuto la necessità di difendere i propri abitanti; le case umili ci racconteranno della vita e della cultura della società contadina; I Palazzi Mansi-Cerulli, Lomonaco, De Leo e Federici, oltre ad offrire begli esempi di architettura civile, scandiranno per noi, attraverso il ricordo dei personaggi che li hanno abitati o vi hanno soggiornato (Francesco Lomonaco, il cav. De Leo, il re Carlo III di Borbone, il presidente dei ministri Zanardelli), vari capitoli di storia di Montalbano e del Regno di Napoli, delle cospirazioni antiborboniche e dei fermenti insurrezionali pre-unitari; mentre le chiese e le cappelle oltre a svelarci il loro corredo di dipinti e di sculture tra cui le particolari “Madonne da vestire”, sapranno dirci molto della storia della Chiesa e della devozione del popolo montalbanese.

Durata del percorso: 1 ora e 30 minuti circa.

Difficoltà del percorso: il percorso si presenta come una vera e propria passeggiata per le vie del centro storico per cui non presenta particolari difficoltà. È adatto a tutti, bambini, adulti ed anziani.

Percorso: si sviluppa seguendo una sorta di circuito ad anello. Partendo da piazza Rondinelli si visita il giardino di palazzo Rondinelli con le mura medievali e da lì, costeggiando la strada extramurale si arriva a piazza Cirillo e si prosegue in direzione di piazza Savonarola dove si ammira l'altra porzione di mura medievali e l'ingresso originario della chiesa Madre. Uscendo dalla porta del Castello si percorre, con varie tappe Corso C. Alberto per poi raggiungere attraverso via Heraclea, la porta di S. Pietro. L'ultima parte del percorso prevede la risalita di via Lomonaco con affaccio sui calanchi da piazza Pietro Micca.
 

PISTICCI 

- Arrivo a Pisticci in mattinata e visita al Santuario di Santa Maria del Casale;

- proseguendo verso il centro cittadino sosta presso il Convento benedettino di Santa Maria delle Grazie (attuale chiesa di Sant’Antonio da Padova): all’interno tele di scuola napoletana, attribuite al pittore Domenico Guarino;

- prendendo direzione Piazza Plebiscito e attraversando corso Margherita ingresso nella piccola e caratteristica chiesetta dedicata al santo protettore degli animali, posta nell’omonima piazzetta Sant’Antuono;

- culto e celebrazioni in onore del Santo Patrono saranno gli argomenti trattati al cospetto della Chiesa a lui dedicata, la Chiesa di San Rocco in Piazza Plebiscito, tipico esempio di architettura più novecentista che razionalista;

- risalendo via Buozzi e attraversando vicoli e palazzi signorili del rione Terravecchia, si raggiungerà la Chiesa Madre della Città e le botteghe  degli artigiani della terracotta;

- caratteristica e suggestiva, infine, la passeggiata nel pittoresco rione Dirupo, dedalo di viuzze e filari di casette bianche, singolare espressione dell’architettura spontanea contadina. All’estremità del rione spicca la Chiesetta dell’Immacolata Concezione al cui interno si conserva un settecentesco soffitto ligneo dipinto a mano da maestranze locali, dirette, probabilmente dal pittore Andrea Vaccaro, artista napoletano;

- ritorno verso la zona del piano e pranzo in ristorante ricavato nelle “lammie” pisticcesi con menu’ tradizionale della cultura contadina;

- rientro nel pomeriggio.


ROTONDELLA

 

ARTE A ROTONDELLA DAL CINQUECENTO AL SETTECENTO


• Piazza della Repubblica (Punto Panoramico)
• Cappella di San Rocco
• Torre Sanseverino
• Portale di palazzo Rondinelli
• Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie
• Portali dei palazzi Albisinni e Tucci
• Lamie di Bitonte (con vista panoramica)
• Chiesa di Sant'Antonio da Padova (con tele settecentesche  di Francesco Oliva recentemente riscoperte)

 

Informazioni e prenotazioni
Guida Turistica ed escursionistica della Basilicata
Italia Manolio Tel 320 1491919

italiamanolio@gmail.com


LE PASSEGGIATE DI EPEO A LAGARIA

 

Partenza: Area Pic-nic Bosco Finocchio di Rotondella

 

Arrivo: Città fortificata di Monte Coppolo identificata dagli studi del prof. Quilici con l'antica città di Lagaria fondata dall'eroe greco Epeo (costruttore del Cavallo di Troia)

Dislivello: 150 m circa

Tempo Complessivo del percorso:  2 h circa

Itinerario turistico: percorso evidente e segnalato con stradine e sentieri, richiede una conoscenza dell'ambiente circostante ed una preparazione fisica alla camminata

Alcuni consigli utili: Usare Scarpe comode. Un paio di scarpe da ginnastica con la suola scolpita possono essere sufficienti. Non dimenticare un cappello, degli occhiali da sole e della crema solare anche se la giornata è nuvolosa. Portare da bere. Seguire il sentiero ed evitare di prendere scorciatoie.

 

Per Informazioni sulle passeggiate:

Circolo Arci La Tarantola di Rotondella

daniela.manolio@arcilatarantola.it  3206261867

 

 
TURSI

 

Partendo dalla centrale Piazza Maria SS. d’Anglona, si incontra la Chiesa dell’Annunziata costruita nel 1400, proseguendo per le strette viuzze del centro storico si giunge in Piazza Plebiscito, dove è ubicata la Chiesa dedicata al Santo Patrono San Filippo Neri, di stile barocco, datata 1661.
Dal centro della Piazza si ammira il Palazzo del Barone Brancalasso detto semplicemente “Palazzo del Barone”, secondo la leggenda fu costruito in una sola notte da diavoli aiutati dagli spiriti delle tenebre. Le tre statue sul tetto simboleggiano la giustizia, la pace e la carità.
Adiacente, ma separata da una stradina, vi è la casa-museo del poeta Albino Pierro (‘U PAAZZE). La casa gode di una suggestiva vista del canale Pescogrosso, del Convento di S. Francescoe della Rabatana, luoghi d’ispirazione del Poeta. La casa contenente il patrimonio librario e cimeli del Poeta è gestita dal “Centro Studi Albino Pierro” e sede del Parco Letterario Albino Pierro.
Superata la Chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo del X sec., chiusa per inagibilità, si è colpiti dalla prospettiva dell’antico rione Rabatana, collegata al rione S. Michele da una gradinata (in  dialetto petrizze), un’ampia e ripida strada che si estende sui burroni per oltre 200 metri di lunghezza. Carlo Doria, nipote di Andrea Doria, signore di Tursi, nel 1600 la fece costruire a sue spese al posto di un pericoloso viottolo, con lo stesso numero di gradini di un suo Palazzo a Genova che in seguito denominò “Palazzo Tursi”.
La Rabatana, situata nel punto più alto del paese, è circondata da profondi e inaccessibili burroni.
Qui si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore risalente al X-XI secolo,ristrutturata nella prima metà del secolo XVII in stile Barocco, all’interno della Chiesa si può ammirare un antico Presepe in Pietra datato 1547-1550, attribuito ad Altobello Persio.
Percorrendo la Strada Prov.le Tursi-Policoro si attraversa il suggestivo scenario dei calanchi dall’aspetto lunare, e dopo 10 Km si giunge sul pianoro della collina dove si erge solenne il Santuario di Anglona. Monumento nazionale dal 1931, tra i più importanti della Basilicata, è il luogo di culto più significativo della Diocesi di Tursi-Lagonegro.


VALSINNI 

Percorrendo la Sinnica si arriva a Valsinni nella terra della poetessa Isabella Morra. Sospesa fra il mare e i monti e lambita dalle acque del fiume Sinni, che ha qui il suo corso più stretto, incassato tra rupi scoscese, prima di allargarsi verso la marina. Domina e quasi soggioga il centro la mole del Castello dei Morra, intorno al quale si snodano in file concentriche e sovrapposte i vicoli del borgo antico, separati tra loro dai caratteristici“grafi”, paesaggi coperti a volta. Alle spalle si erge il Monte Coppolo, straordinario punto panoramico del golfo di Taranto, che alla valenza naturalistica associa quella storica conservando le Mura dell’antica Lagaria, fondata secondo la leggenda da Epeo, costruttore del Cavallo di Troia. A ridosso del Monte si estende il Bosco Gallinico, al cui interno sorge un Parco naturale Integrato.
Sotto la rupe del castello nel centro storico è possibile visitare la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria Assunta, che fu costruita nel ’600 e conserva all’ interno un crocifisso ligneo, una preziosa acquasantiera in pietra ed un raro esemplare di organo a canne del ‘700. Proseguendo nel centro storico piccola sosta a Palazzo Mauri che conserva al suo interno un antico frantoio. Interessante è la presenza nel Palazzo di una piccola Cappella detta dell’Annunziata. La chiesetta è affrescata con quattro dipinti, due dei quali sono mal conservati. I restanti due raffigurano l’annunciazione e la crocifissione.
Scendendo per Via Gianturco piccola sosta alla Biblioteca Comunale che può contare  su un patrimonio librario di ben 8500 volumi, da quelli delle enciclopedie più prestigiose ai più famosi best- sellers odierni. Percorrendo Via Gianturco si arriva alla Cappella Madonna del Carmine risalente ai primi del 900. All’interno è conservata la statua della Madonna del Carmine che è stata fatta costruire a Lecce nel 1901.

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